Welfare aziendale

I vantaggi per il datore di lavoro (che risparmia sul costo del lavoro) e per il lavoratore (che riceve denaro al netto). 

Come guadagnare con le novità già introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 e ampliate dalla Legge di Bilancio 2017.

La Legge di Bilancio 2017 ha ampliato ed elevato le agevolazioni fiscali rispetto alla legge di Stabilità 2016 per le aziende che concedono servizi e prestazioni di welfare aziendale ai dipendenti (ad esempio asili nido, assistenza integrativa, ecc.); allo stesso tempo ha reintrodotto la detassazione dei premi di produttività e delle altre voci di salario legate agli incrementi di performance.

Il meccanismo adottato permette infatti alle aziende di risparmiare sul costo del lavoro (con l’esenzione dalla tassazione e dalla contribuzione) e ai dipendenti di ricevere una somma netta!

Spieghiamo il meccanismo. Le novità già introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015) hanno portato rilevanti modifiche al TUIR, nella parte dedicata alla categoria reddituale del lavoro dipendente, con l’obiettivo di favorire l’adozione di piani di welfare da parte di imprese che, sfruttando la leva fiscale, possono rispondere ai bisogni dei dipendenti non in termini monetari ma in termini di utilità.

Il meccanismo adottato è estremamente vantaggioso in termini economici: conviene alle aziende, che, progettando welfare plan aziendali, hanno un ritorno in termini di produttività senza sopportare contributi e tasse; conviene ai dipendenti, che possono fruire di servizi di welfare (ormai ampliati, come le scuole per i figli, i centri estivi, l’assistenza domiciliare ai familiari anziani) in termini monetari netti.

Così riscrivendo l’art.51, comma 2, lett.f) del TUIR, la legge di Stabilità 2016 prevede l’esenzione Irpef per prestazioni e servizi (con fini di educazione, istruzione,ricreazione,assistenza sociale e sanitaria), che da ora in poi potranno essere inserite nelle contrattazioni aziendali con detassazione fiscale e contributiva totale.

La riscrittura della lett.f-bis) comma 2 dell’art.51 TUIR estende l’esenzione Irpef per servizi e prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità o categorie di dipendenti per la fruizione e la frequentazione da parte dei familiari indicati dall’art.12 TUIR (anche se non fiscalmente a carico) di servizi di educazione ed istruzione anche in età prescolare, ludoteche, borse di studio.

Altra novità è la nuova lett.f-ter) comma 2 dell’art.51 TUIR, che rende esenti anche le somme e le prestazioni erogate per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti.

Anche la disciplina regolante gli accordi sui premi di risultato (nel limite di reddito di 50mila euro lordi) per beneficiare della detassazione, pure introdotta dalla legge di Stabilità 2016, è stata innovata. La tassazione agevolata al 10% ed antro il limite di 2.000 euro lordi si applica ai premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili in base ai criteri indicati dal decreto 25.3.2016 del Ministero del lavoro (pubblicato il 16 maggio 2016 nella sezione “pubblicità legale” del sito ministeriale).

La soglia dei 2.000 euro lordi è incrementabile sino a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i dipendenti nell’organizzazione del lavoro.

La Legge di Bilancio 2017, mantenendo l’impianto della legge di stabilità 2016, ha innalzato i limiti per gli emolumenti retributivi dei lavoratori dipendenti privati di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili, elevandoli a 3.000 e 4.000 euro lordi per i titolari di reddito da lavoro dipendente privato (nell’anno precedente quello di percezione) non superiore a 80.000 (e non più a 50.000 come nell’anno precedente).

Le innovate politiche di welfare aziendale, come sopra indicate a titolo esemplificativo, hanno la peculiarità di essere validi strumenti sui quali fondare le strategie vincenti per l’azienda, che incrementa la produttività del dipendente e la sua fidelizzazione societaria; per il lavoratore, che ottiene servizi, altrimenti difficilmente accessibili per via del loro costo. Ne deriva, in conclusione, che entrambe le parti ne traggono un diretto beneficiano senza sottostare ad alcuna tassazione ovvero ad una tassazione agevolata.

Perché tali politiche siano effettivamente vincenti ed efficaci, occorre innanzitutto diffondere presso le aziende la conoscenza della novità legislativa e farne emergere le opportunità affinchè – attraverso la progettazione di specifici welfare plan aziendali – le reciproche aspettative trovino una concreta e vantaggiosa realizzazione.

Avv. Giuseppe Maria Giovanelli
www.studiogiovanelli.org